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Il PdL Amministratore di Sostegno diventa legge

L’Assemblea legislativa ha approvato a maggioranza il progetto di legge che detta le “Norme per la promozione e la valorizzazione dell’amministrazione di sostegno, istituto previsto dalla legge 9 gennaio 2004, n. 6”
24 luglio 2009

 

La novità principale del nuovo istituto - ha detto il relatore Gianluca Borghi (pd) - è il rilievo assunto dalla “centralità della persona”: “l’amministratore di sostegno non si deve infatti occupare solo della gestione finanziaria o patrimoniale, ma deve porsi come obiettivo primario la cura e la presa in carico del beneficiario, nel rispetto della sua autonomia e considerando il suo contesto di vita”.


Il progetto di legge, “muovendo da questi presupposti e restando nell’ambito delle competenze legislative regionali, nel rispetto della normativa statale, cui è costituzionalmente riservata in esclusiva la disciplina degli aspetti civilistici, giurisdizionali e processuali relativi a questo istituto”, intende valorizzare la figura dell’amministratore di sostegno in modo da accrescere, nella nostra regione, i livelli di tutela dei destinatari.

La Regione, a questo proposito, promuove e sostiene la conoscenza e la divulgazione tra i cittadini di questo istituto, nonché la formazione, l’aggiornamento, il supporto tecnico e informativo di chi si dedica a questo ufficio (a tali scopi, la Regione può raccordarsi con altri enti o autorità e con il privato sociale). Il provvedimento prevede, infine, di istituire a livello locale elenchi dei soggetti disponibili ad assumere l’incarico di amministratore di sostegno, e la creazione di strutture di consulenza in materia legale, economica, sociale e sanitaria, alle quali gli amministratori possano rivolgersi.

La proposta di legge vede come primi firmatari Marco Monari e Gianluca Borghi, pd, ed è sottoscritta anche da consiglieri sd, pdci, idv, verdi, sdi e gruppo misto.

Un provvedimento - ha detto Massimo Mezzetti (sd) - nello spirito della legge Basaglia e un salto di qualità rispetto ai tentativi (o disegni politici) portati avanti in questi ultimi anni da una parte politica finalizzati a righettizzare i “diversi”. “Occorre, ha poi sottolineato, ridisegnare una carta dei diritti delle persone in difficoltà”.

Il consigliere Giuliano Pedulli (pd) ha espresso apprezzamento per la legge quadro nazionale e per il provvedimento regionale. “Una legge importante - ha detto - che va sostenuta, in particolare  nella messa in rete delle migliori esperienze, per l’informazione e la divulgazione di questa opportunità e per la formazione dei soggetti e degli Enti disponibili”.

“Non ci sarà la mia complicità - ha detto Andrea Leoni (fi-pdl) - nel tentativo di favorire, con questa legge, alcune scelte di determinati giudici per consentire di introdurre anche l’eutanasia o il testamento biologico tra i compiti dell’amministratore di sostegno. Il rischio è che questa legge possa agevolare questa situazione”.

Per Silvia Noè (udc), astenuta sul provvedimento, “è importante che ci sia coinvolgimento e raccordo tra privato sociale e tribunali di riferimento”. Altrettanto importante l’impegno di precisare, nelle caratteristiche degli elenchi, il profilo del potenziale amministratore di sostegno, per quanto riguarda le sue attitudini, le sue competenze e le sue precise disponibilità”.

Per Gianni Varani (fi-pdl), firmatario insieme alla Noè dei sette emendamenti, “occorreva chiarire meglio il ruolo centrale della famiglia. La stragrande maggioranza delle famiglie - ha sottolineato Varani - segue con assiduità i soggetti bisognosi di aiuto”.

Nelle dichiarazioni di voto il consigliere Roberto Corradi (lega nord), astenuto sulla legge, ha auspicato che il provvedimento “non sia solo una bandiera, ma uno strumento concreto di aiuto per le persone deboli”.