“Oggi ho attraversato la valle più bella del mondo”. Queste le parole attribuite ad Ernest Hemingway quando, nel 1945, da corrispondente di guerra al seguito delle truppe di liberazione, si ritrovò nel punto di incontro tra la Val Trebbia e la Val d’Aveto.
Oggi la parte finale verso nord di quella valle è diventata Parco Regionale...
5 novembre 2009
L’approvazione da parte dell’Assemblea legislativa della legge “Istituzione del parco regionale Fluviale del Trebbia” rappresenta un successo per tutta la comunità emiliano-romagnola, ma soprattutto per il territorio piacentino che finalmente potrà vantare, come tutte le altre provincie della regione, una vera area protetta. Il perimetro e i contenuti del nuovo Parco del Trebbia sono stati individuati e condivisi da Regione, Provincia, Comuni interessati ed associazioni economiche ed ambientaliste. La nuova legge si propone di promuovere per il territorio del Parco la tutela ambientale, la conservazione della biodiversità, il ripristino naturalistico degli ambienti degradati e sottoposti a particolare pressione, la riqualificazione del paesaggio e dei valori storico-culturali del territorio e la valorizzazione delle attività economiche basate sull’uso sostenibile delle risorse naturali.
I confini del parco si snodano lungo il corso fluviale che attraversa i comuni di Piacenza, Rivergaro, Gazzola, Gragnano Trebbiense, Gossolengo, Rottofreno e Calendasco, da monte dell’abitato di Rivergaro fino alla confluenza con il Po, per un’estensione totale di
Il nuovo Parco favorirà una migliore integrazione delle attività con l’ambiente nel quale sono inserite ed avvierà un processo di recupero e di rinaturazione coordinato dell’intera asta fluviale, facilitando l’integrazione delle competenze di tutti gli Enti presenti sul territorio dell’area protetta. Il Parco “sfocia” direttamente al confine occidentale della città di Piacenza, che avrà quindi un ruolo determinante per la fruizione sostenibile e la conoscenza della naturalità del territorio in un contesto facilmente raggiungibile e per molti versi inaspettato.
L’iter che ha visto oggi la sua conclusione in Regione viene da lontano e se si è giunti alla approvazione della legge lo si deve all’impegno di tutti gli Enti locali coinvolti, che hanno accettato la sfida di una nuova stagione di politiche ambientali. E proprio per questo, accanto ai sindaci dei Comuni interessati, va ricordata la fondamentale iniziativa della precedente amministrazione provinciale e la collaborazione di quella attuale.
Gianluca Borghi
Relatore della Legge
gborghi@regione.emilia-romagna.it