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    Legislature VI, VII e VIII
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    I respingimenti in massa di immigrati direttamente in mare, senza alcuna identificazione dei migranti, sono stati inaugurati da questo governo e dall'attuale Ministro dell'interno Roberto Maroni lo scorso maggio.
    Il 7 maggio 2009 227 persone, di cui 40 donne, di cui 3 incinte, a bordo di 3 barconi sono state soccorse da motovedette italiane a 35 miglia marittime dall’isola di Lampedusa. Per quanto è dato sapere, a seguito di accordi con la Libia, i comandanti di alcune navi militari italiane hanno accolto a bordo tutti i migranti per poi riportarli immediatamente in Libia, ove sono stati consegnati alle autorità libiche.
    L'8 maggio è avvenuto un secondo respingimento dopo che un rimorchiatore italiano in servizio su una piattaforma dell'ENI ha intercettato un barcone con 77 persone e lo ha riportato in Libia.
    Analoghe operazioni sono state compiute anche nei giorni successivi, come affermato agli organi di stampa dal Ministro dell’interno italiano, il quale, al 10 maggio, indica in circa 500 i migranti riconsegnati alla Libia, qualificando gli episodi come “risultato storico”.
    Quella dei respingimenti in mare è una prassi che viola i diritti dei richiedenti asilo, viola le convenzioni sul diritto del mare, viola la Convenzione di Ginevra del 51 sui rifugiati, viola la Convenzione Onu contro la tortura, viola la Convenzione Europea sui Diritti dell'Uomo, viola i regolamenti e le diretive comunitarie in merito ai respingimenti, viola infine l'articolo 10 comma 3 della Costituzione Italiana nonchè le leggi nazionali in materia.
    Pubblichiamo pertanto l'esposto presentato dall'Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione alla Commissione Europea al Comitato ONU per i Diritti Umani e al Commissario Europeo per i Diritti Umani